n. 327 del 23.12.2020

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Da piccolo lo avevano soprannominato “Verità”, forse perché non riusciva proprio a dire le bugie. Tra il giugno ed il luglio del 1982, nonostante avesse nemmeno 55 anni, già lo chiamavano “Il Vecio”. Enzo Bearzot non era solo il CT dell’Italia ai mondiali di calcio, ma un uomo tutto di un pezzo che aveva già scolpita nel volto quella saggezza che deriva dalla senilità. Perchè l’autorevolezza a volte viene pure dalle rughe. Contro il parere di tutti, il Vecio aveva portato in Spagna un ragazzino sottopeso e con le ginocchia delicate come vetro di Murano. Lo aveva appena raccolto dalle macerie di due anni di squalifica, fragile come un uccellino rimasto troppo a lungo in gabbia a fissare gli altri che volano. Quel ragazzo diafano si chiamava Paolo Rossi. Ogni sera il Vecio gli faceva portare in camera latte caldo e una fetta di torta di mele preparata da sua moglie. Nelle prime partite Paolo aveva giocato da cani: tra giornalisti e tifosi era caduta la grandine. Però il Vecio lo sapeva, lo aspettava e ci credeva perché sapeva già tutto. Così aveva continuato con la torta di mele, le parole giuste, la fede nei talenti imballati del suo ragazzo. Poi l’Argentina di Maradona: ancora niente, nonostante l’incredibile vittoria. Quel numero 20 sulle spallucce magroline sembrava un macigno enorme. Quasi come l’anno che stiamo per archiviare. Poi arriva l’Everest da scalare: il Brasile di Zico e Falcao. E alla fine, dopo tanto amore del suo Vecio e dei suoi compagni di squadra, Paolino è finalmente sbocciato in Pablito. Tre pappine ai carioca, due alla Polonia, un gol in finale alla Germania, Campioni del mondo (urlato tre volte) e il pallone d’oro.
Caro Dio, di sicuro Vecio lo sei. Però in questi giorni vorremmo che tu ti chiamassi soprattutto Enzo. Il 20 che ci stiamo per lasciare alle spalle è davvero pesantissimo. Abbiamo bisogno della tua tenerezza, di torta e zabaione per ritrovare tanta forza, per togliere alla speranza le ragnatele della paura. In questi ultimi mesi abbiamo salutato tanti, troppi angeli: che siano ora i nostri compagni di squadra, con dei cross alla Bruno Conti e urla di gioia alla Tardelli.
Invece tu Pablito ci hai appena tirato lo scherzo di correre Lassù dal tuo Vecio. Ci mancava anche questa. E soprattutto ci manchi già, tantissimo. Ora che insegni a dribblare i brasiliani a Gesù bambino, regalaci sempre il tuo sorriso per aiutarci ad alzare le braccia verso il cielo e trasformare il nostro 20 in un seme di vittoria e gioie indimenticabili.

Buon Natale e felice anno nuovo a tutti. Abbiamo dieci mesi di abbracci in arretrato: saranno come la torta di mele della moglie del Vecio…


Paolo Fongaro con la Redazione di Sovizzo Post

n. 326 del 08.12.2020

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Ci sono numeri di Sovizzo Post proprio difficili da impaginare. Come questo. Troppi amici ci hanno lasciato, anime belle ai cui ricordi diamo spazio con ancor più tristezza in settimane così particolari. Grazie a Dio non manca pure qualche bella notizia. 

Si percepisce una sensazione davvero strana in questo avvento “di guerra” contro un nemico invisibile e subdolo che ci ha stravolto la vita. A Gesù Bambino – che nonostante tutto sta per arrivare – chiediamo salute, vaccini sicuri ed efficaci, ma soprattutto un po’ di serenità e nuove energie. Il 2020 che sta per terminare lascia in dote una stanchezza potente e ci vorrà molto tempo per eliminarne le tossine accumulate nell’anima. Cerchiamo però di stringere i denti tutti assieme e di non rovinare tutto, proprio adesso che la salita sembra davvero scollinata. Abbiamo già capito che non sarà il solito Natale. Quindi – e ve lo chiediamo per piacere fin da adesso – niente assembramenti, baci e abbracci pericolosi, tenendo la mascherina ben indossata e in tasca un disinfettante profumato per le mani. Così facendo la guerra finirà ancora prima di quanto immaginiamo.

Ci sono però degli abbracci meravigliosi e sicuri che possiamo regalare subito al nostro paese. Tanti commercianti e gestori sovizzesi hanno vissuto mesi tremendi anche dal punto di vista economico per il crollo dei consumi e l’obbligo di serrata. Pertanto vi rivolgiamo un appello sentito quanto accorato: PER LE PROSSIME FESTIVITÀ SPENDIAMO A SOVIZZO! Per i regali non manca di certo la scelta, con botteghe e negozi che offrono prodotti di assoluta qualità e consigli azzeccati frutto di anni di esperienza. I nostri ristoratori e gastronomie propongono autentiche meraviglie per rallegrare animi e palati anche tramite il sicuro servizio da asporto. Gli amici della Pro Loco ed altre associazioni ce la stanno poi mettendo tutta per regalare comunque sorrisi e speranza nel rispetto della sicurezza. Cerchiamo quindi – nel rispetto delle libere scelte di ciascuno – di puntare sulle nostre attività, aiutandole anche con i nostri prossimi acquisti. Magari spenderemo pochi euro in più rispetto al far arrivare un corriere a casa, ma investire sulle attività economiche di Sovizzo porterà sicuramente ricadute positive per tutto il nostro paese.

Un abbraccio a tutti, buona festa dell’Immacolata ed arrivederci al prossimo numero. Fra due settimane sapremo chi verrà insignito del premio “Sovizzese del 2020”… Buona lettura da

Paolo Fongaro con la Redazione di Sovizzo Post   

N. 325 DEL 16.11.2020

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Qualche amico lettore mi faceva notare come questo periodo tristemente ingarbugliato si stia portando via dei pezzi da 90 che ci hanno accompagnati lungo tanti anni di vita: il sorriso e la classe infinita di Sean “007” Connery, lo strepitoso mattatore di Gigi Proietti, decenni di canzoni dei Pooh ritmate dal tamburo di Stefano D’Orazio. Purtroppo anche il nostro paese ha pagato un tributo davvero alto. Nora e Marcello Besoli sono rimasti lontani solo poche ore prima di ritrovarsi in Cielo, mentre il Caro Marcello Pellizzari ci ha lasciati poco prima della chiusura di questo numero e lo ricorderemo degnamente nella prossima uscita.
Grazie a Dio non mancano le belle notizie: nuovi fiocchi rosa ed azzurri, corone d’alloro, iniziative degne di lode e segnali di fermento, oltre ad una stuzzicante chiacchierata con Erika Maran per ritornare a discutere anche di politica a Sovizzo. È nostro vivo desiderio parlare pure della nuova – e bellissima – sede dei medici di base. Ci ripromettiamo di farlo presto, magari anche con una breve intervista non appena le condizioni consentiranno di farlo in maniera più serena.
Non rubiamo altro spazio: buona lettura a tutti e un abbraccio da


Paolo Fongaro con la Redazione di Sovizzo Post

N. 324 DEL 17.10.2020

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Pensavamo di vedere la luce in fondo al tunnel. Qualcuno adesso dice che in realtà è il treno che sta arrivando. Con tutti gli scongiuri del caso, penso solo che sia quella di una primavera che credevamo più vicina. Ci aspettano settimane toste, dove anche un semplice starnuto o qualche linea di febbre aprono e fanno scricchiolare le ante dell’armadio della paura.
Però ottobre è il mese del Rosario, anche per chi non crede. Qualche giorno fa sono tornato ad Assisi con gli altri quattro “fratelli di Pepolando”, ad abbeverarmi di pace e bene proprio nel giorno in cui nella città del Poverello veniva proclamato Beato un giovane di appena 15 anni, Carlo Acutis. Date intanto una occhiata su Google digitando il suo nome. Scrivo poi queste righe nell’anniversario dell’elezione di giovane cardinale polacco che gridava a squarciagola al mondo di non avere paura. Infine è arrivato il 17 ottobre, data scolpita per sempre nel mio cuore dalle dita di mia figlia mentre mi afferrava per la prima volta il mignolo, pochi minuti dopo aver visto e donato luce al mondo. Buon compleanno Carola Maria, Attesa e Principessa mia! La vita non finisce mai di sorprenderci: per gustarci ancora di più gli arcobaleni bisogna inevitabilmente fare i conti con le tempeste.
Arrivederci al prossimo numero: diventeremo diciannovenni…
Buona lettura ed un abbraccio a tutti da


Paolo Fongaro con la Redazione di Sovizzo Post

n. 323 del 19.09.2020

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Dopo sei mesi ho arrotolato la bandiera. Volevo farlo, bisognava farlo. È un po’ sbiadita e il rosso sembra quasi arancione, manco fossimo diventati tutti irlandesi. Povero il mio tricolore… Quanto sole accecante, gocce pesanti, quanta aria pesante ti ha sferzato in questi mesi! Ho aspettato il primo giorno di scuola per metterti finalmente un po’ a riposo, ho atteso di vedere i nostri ragazzi passare, di provare a riassaporare un po’ di normalità nei loro sguardi luminosi che nessuna mascherina potrà mai eclissare.
In questa atmosfera particolarissima diamo la stura alla ventesima stagione di Sovizzo Post. A Dio piacendo nel 2021 festeggeremo quattro lustri di storia assieme: manca un anno e avremo tempi e modi per celebrare degnamente questo anniversario.
Intanto riprendiamo il nostro servizio e diamo spazio come sempre ai vostri interventi. L’augurio più grande che abbiamo il piacere di rivolgere va ai nostri ragazzi ed ai loro insegnanti. La scuola è vita, necessità, futuro e speranza. Rivederli sciamare assieme è una iniezione di pura fiducia nell’avvenire.
Un grande abbraccio a tutti voi e, come sempre… FATEVI SENTIRE!!

Paolo Fongaro e la Redazione di Sovizzo Post

N. 322 DEL 01.08.2020

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Con il tradizionale numero estivo termina la diciannovesima stagione di Sovizzo Post. È impossibile riassumere in 1200 battute gli ultimi mesi. Lo straordinario dell’emergenza lascia spazio – complice il clima estivo – al desiderio di normalità, anche se dovremo fare i conti con cautele ed incertezze ancora per un bel po’ di tempo. Numerose Cassandre annunciano nuvoloni scuri all’orizzonte, ma da sempre sono convinto che nel nostro DNA siano custodite energie potentissime che permettono di dare il meglio di noi nei momenti più difficili. I nostri ragazzi ce lo hanno dimostrato per primi. E poi bisogna appassionarsi ed affrontare i temporali per rinfrancare l’anima con la carica che ci regala un arcobaleno!

A Dio piacendo torneremo a settembre per dare la stura alla ventesima stagione di Sovizzo Post. Permettetemi di ringraziare il mio amico Alberto Zordan e la sua splendida famiglia, Valeria Cavaggion e Gianluigi Dalla Vecchia, tutti i collaboratori e soprattutto gli sponsor che vi consentono da sempre di leggerci gratis. Buona estate, carissimi sovizzesi, ovunque la stiate trascorrendo. Un immenso abbraccio e come sempre… fatevi sentire!

Paolo Fongaro con la Redazione di Sovizzo Post

n. 321 del 27.06.2020

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Benvenuta estate!

L’abbondanza di materiale pervenuto in redazione ci invita ad essere più sintetici del solito. Lasciamo spazio volentieri alle vostre storie: il nostro giornale è da sempre una vetrina per far sentire la vostra voce.

Il prossimo numero sarà la tradizionale uscita estiva, fra poco più di un mese: l’ultimo di una stagione ingarbugliata come i mesi che – a Dio piacendo – ci siamo lasciati alle spalle. 

Ci attendono grandi sfide: però noi siamo Sovizzo e ne usciremo alla grande anche questa volta.

Buona lettura e… fatevi sentire!

Paolo Fongaro e la redazione di Sovizzo Post 

n. 320 del 25.05.2020

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Rieccoci ai vostri occhi – e tra le vostre mani – con l’abito di sempre, quello fatto di carta e di lotta con lo spazio a disposizione.

Almeno tre fasi distinte hanno scandito gli ultimi mesi. La prima è stata quella “andrà tutto bene”, pervasa da un ottimismo diffuso quanto passivo, in cui si subisce e non si cambia nulla. Poi è spuntata la resilienza, la capacità di assorbire gli urti senza rompersi. Abbiamo ripreso a fare ginnastica in casa, a impastare la pizza, a cantare curando il giardino. Infine ci siamo trovati davanti ad un bivio: cedere il passo alla stanchezza che porta a galla il peggio di noi, oppure affinare le armi della anti-fragilità, ad imparare a domare e governare l’inatteso.

Ora viene il bello. Solo il tempo ci dirà se siamo diventati un po’ più forti, cerchiamo almeno di essere attenti e vigili. Perché il pericolo più subdolo viene proprio adesso: credere che sia stato solo un brutto sogno. Qualche settimana fa ci dicevano di stare a casa. Ora invece ripetiamoci in coro di essere prudenti. Nella vita non andrà sempre tutto bene, però con un po’ di buon senso potremo tornare presto a scambiarci uno dei regali più belli: un abbraccio vero, forte come quello che mandiamo a ciascuno di voi!

Paolo Fongaro con la Redazione di Sovizzo Post

n. 319 del 03.05.2020

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A Dio piacendo, questo numero dovrebbe essere il secondo ed ultimo diffuso esclusivamente online.

Guardiamo con speranza ai prossimi giorni, però vi supplichiamo anche noi di usare sempre la mascherina e di rispettare le distanze oltre alle disposizioni sanitarie. Sarebbe un delitto dover ritornare indietro per colpa di chi vuol fare il fenomeno e non rispetta regole così semplici!

E poi la mascherina ha molti lati positivi. Quello che preferisco è che rende le persone a volte poco riconoscibili, quindi – per non sembrare maleducati – spinge a salutare tutti e con maggiore frequenza!

Un grandissimo abbraccio e buona lettura da

Paolo Fongaro con la Redazione di Sovizzo Post

n. 318 del 04.04.2020

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Carissime lettrici e lettori, per la prima volta in trecentodiciotto numeri ci abbandoniamo totalmente alla tecnologia. È il mio primo numero di Sovizzo Post diretto senza abusare troppo della pazienza di Alberto, senza approfittare della impagabile disponibilità di Gianluigi e Valeria per distribuirlo, senza imporvi l’unico sforzo di piegarlo a metà.

Siamo in guerra e lottiamo, anche perché l’onore di darvi spazio vale questa fastidiosa sensazione di… oltraggio. In barba a tutte le tecnologie ed i social che nemmeno esistevano quando abbiamo iniziato questa avventura, Sovizzo Post profuma di carta e lo farà per sempre. Viviamo settimane straordinarie e complicate: ci affidiamo quindi alla vostra gentile disponibilità nell’inoltrare questo numero ai vostri contatti.

Perdonate l’ossimoro: il tempo forzatamente libero di questi giorni porta a leggere di tutto e di più. Vi risparmio pertanto un ennesimo pistolotto a firma di Paolo Fongaro. Consentitemi però un ringraziamento ed un augurio. Grazie a tutte le persone che – con il loro lavoro e missione – curano, salvano, sognano e ci consentono di vivere una vita il più possibile normale. Spesso ci chiedevamo se il nostro tempo avesse ancora degli eroi: ora sappiamo che esistono, quasi sempre dietro ad una mascherina.

Infine buona Pasqua e Pasquetta. Quelle del 2020 sicuramente non ce le dimenticheremo mai! Ripenso a quel vecchio parroco argentino, vestito di bianco, che saliva con passo incerto i gradini di piazza san Pietro sotto la pioggia sferzante di qualche sera fa. Rileggetevi, se potete, le sue parole. L’ora più buia della tempesta è quella che precede l’alba. Adesso tante pietre pesanti sembrano sigillare i sepolcri di tante nostre effimere certezze. Però la resurrezione non mancherà, presagio di quell’eternità che è il nostro ultimo confine. Confidiamo in Te, Gesù crocifisso e risorto, anche per chi non crede. Il Calvario è solo un passaggio: il meglio deve ancora venire!

Infiliamo intanto nello zaino della vita tutti gli abbracci che per ora possiamo solo desiderare di scambiarci: per piacere metteteci anche il mio, per ciascuno di voi!

A presto, a Dio piacendo su carta. E voi, come sempre, fatevi sentire: AD MAIORA!

Paolo Fongaro con tutta la Redazione di Sovizzo Post